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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2019

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Motivi umanitari

Un dialogo, neanche troppo immaginario, in quel di Castelnuovo di Porto . Buongiorno, signor delegato del Decreto Sicurezza del Ministro dell’Interno , sua Intolleranza Matteo Salvini. Buongiorno a lei, ma non serve che dica tutto per esteso, basta delegato . D’accordo, delegato, ho qui con me 503 persone rimaste in strada a causa della chiusura del Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo locale, il CARA . In che senso, persone ? Ops, scusi, intendevo dire migranti . Sia preciso: migranti. Migranti, esatto. E allora? Ecco, vorrei sapere come dobbiamo procedere per la loro ricollocazione. Loro chi? I migranti. Ah, già… perché non li possiamo lasciare per strada senza un motivo valido, vero? Eh, no, serve un posto nuovo. Per esempio, ce n’è una parte che ha fatto domanda di protezione e sta aspettando… Questa la so! Come? Dicevo che qui conosco le risposte: devono essere trasferiti in un CAS . E sarebbe? Un Centro di Accoglienza Straordinaria . Ah, capisco.

Perché Pawel Adamowicz aveva ragione sui migranti

C’era una volta il sindaco di Danzica . C’era una volta, quindi, Pawel Adamowicz . Ma, soprattutto, e a suo encomiabile merito, c’era una volta il suo punto di vista sui migranti: ci sono, naturalmente, gruppi di cittadini attivi a Danzica che sostengono che le preoccupazioni riguardo alla sicurezza prevalgono su qualsiasi altro interesse legato al reinsediamento dei rifugiati. La maggioranza, tuttavia, comprese le autorità cittadine, afferma che accettare rifugiati e immigrati comporta benefici culturali ed economici. Il modello di integrazione di immigrati e rifugiati di Danzica segue le comprovate attività europee. La cooperazione internazionale nel campo della politica di integrazione degli immigrati è iniziata con l' approfondimento delle relazioni nel quadro di Eurocities, un consorzio di importanti città europee con un attivo Forum degli affari sociali, che si concentra, tra l'altro, sulla condivisione delle migliori pratiche delle realtà più esperte nel campo del

La verità nascosta e capovolta

Noi non siamo razzisti . Sono loro a essere colonialisti . È dalla fine del 1440 che lo diciamo , e nessuno ci ascolta. Questa gente viene da noi da quasi sei secoli a rubare e a conquistare. A uccidere e a portare malattie. A impoverire e a soggiogare. A rendere schiavi gli abitanti. A imporre cultura e tradizioni. A devastare ogni cosa. A massacrare intere generazioni. A dividere i popoli. A corrompere i più giovani. A illudere i più vulnerabili. A cancellare città e monumenti. A svilire speranze. A inquinare acque e cieli. A sfruttare e manipolare intere società. … E poi, se anche solo uno di noi si azzarda a venire da loro. Ecco l’ invasione , gli stranieri e i muri , i clandestini e ognuno a casa propria . Purtroppo è ormai tardi, ci vorrebbe la macchina del tempo, per rimetterci in pari. Altrimenti, dateci la possibilità di tornare indietro con la consapevolezza dell’oggi, poi vediamo chi sono gli immigrati e chi i padroni della propria terra e delle relativ