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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2018

Temi attuali: storie di migranti libri, storie di migranti di successo, brevi storie di immigrati, storie di rifugiati, storia di migrazione, storia di una migrante, storie di migranti bambini, storie di migranti a Lampedusa

Fai infuriare il tiranno

Il tiranno è infuriato.
Non è per il fatto che uno si è convinto di potersi mettere in viaggio dal mondo rigorosamente a sud del suo regno, e al contempo pretende di avvicinarsi quanto basti per guardarlo dritto negli occhi.
Non è neppure perché tale sud non è così lontano. Poiché, come la sopravvalutata geografia dei confini afferma, le Americhe son due, non una, e l’Honduras ne fa parte come e quanto gli USA.
Non è perché gli arditi di speranza e particolare affezione per gli orizzonti improbabili sono ben più di uno, bensì quattromila.
E non è neanche perché costoro palesano l’intenzione di far breccia proprio in quel muro mancato di bugie e follie tra la terra delle opportunità riservate e il Messico.
Non è perché trattasi di carovana di migranti senza alcuna traccia di timore verso il sovrano mentitore.
Egli è comunque infuriato.
Sa perfettamente che l’utopica impresa fallirà, che i cercatori di futuro non hanno alcuna possibilità di metter piede nel giardino del re denudato di o…

Peggio della prigione

Peggio della prigione.
Così vengono definiti dai diretti interessati i dieci centri di detenzione per immigrati clandestini nel Regno Unito, dove più di venticinquemila persone passano ogni anno.
Non è prevista riabilitazione.
Non esiste alcun processo.
Un solo giudice, il governo.
Nessun avvocato difensore.
All’accusa non occorre alcun testimone a carico.
Mentre lo strano tipo di imputato, colpevole di natali poveri, non può appellarsi ad alcuna corte del mondo.
Non c’è altresì alcuna sentenza criminale da emettere.
E, quindi, neppure un limite da apporre alla durata della condanna.
Poiché essa ha inizio da lontano, leggi pure come quello sfortunato primo vagito sulla terra, e altrettanto lontano troverà pace.
Ci sono le celle, questo è invero.
Così le guardie e gli abusi legalizzati.
L’angoscia e la paura.
L’assordante silenzio sul lato dolce della corona di filo spinato.
Il vero confine che divide il mondo in due parti immondamente diseguali.
Peggio della prigione, già.
Ma, sensazio…

Guerra o pace

L’imbarcazione Mare Ionio è salpata ieri notte da Augusta verso la Libia e fa parte di Mediterranea, ovvero la prima missione in acque internazionali integralmente organizzata nel nostro paese.
Il progetto, supportato e finanziato da varie associazioni ed esponenti politici, avrà ufficialmente compiti di monitoraggio, testimonianza e denuncia.
Nel frattempo, il numero di migranti morti nel mare che ci divide dall’Africa ha raggiunto i suoi massimi storici. Secondo un nuovo studio del ricercatore Matteo Villa, dell’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi), solo nel settembre del 2018 il 20 per cento di chi è partito dalla Libia risulta deceduto o disperso.
In attesa di vedere come contrattaccherà l’attuale governo italiano, la guerra continua…


Io partirò.
E io, sulla riva, ti aspetterò.
Io andrò lo stesso e navigherò.
E io, per agitare il mare e il tuo cuore, sulle onde soffierò.
Io danzerò tra esse e mi farò coraggio fissando il futuro che non ho mai neppure sognato.